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La fine della Premier? Ancelotti se ne frega: "In questo momento il calcio conta zero"

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La fine della Premier? Ancelotti se ne frega: "In questo momento il calcio conta zero"

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Carlo Ancelotti alla 'Gazzetta dello Sport' non si nasconde: "Mi dà quasi fastidio parlare di calcio, facciamo i conti con una pandemia".

Anche la Premier League alla fine si è arresa al coronavirus e, almeno per qualche settimana, il campionato inglese non si giocherà. Le squadre sono ferme. Così per Carlo Ancelotti è un momento di riflessione, con il calcio in secondo piano.

Intervistato dalla 'Gazzetta dello Sport', l'allenatore dell'Everton ha detto la sua sulla sospensione del calcio. Nella testa di Ancelotti in questo momento c'è solo la preoccupazione per la difficile situazione da affrontare.

"In queste ore per me il calcio conta zero e mi dà quasi fastidio parlarne, di fronte alla tragedia alla quale stiamo assistendo. Ci troviamo a fare i conti con una pandemia, una situazione che nessuno di noi aveva mai vissuto fino ad oggi. Il bollettino dei morti dell’Italia è terribile. Il conto dei morti in Italia è terribile. Ogni sera leggiamo un bollettino di guerra. In un giorno sono scomparse altre duecentocinquanta persone. La priorità è concentrarsi su questa lotta, tutto il resto non conta.

"Chi può sapere che cosa accadrà. Noi, in teoria, dovremmo rimetterci al lavoro il 22 marzo, ma se la situazione generale dovesse peggiorare, come si può pensare alla ripresa del lavoro? Non conteranno le esigenze del calcio, ma la salute delle persone. Se ancora il Coronavirus sarà in piena esplosione, il calcio non potrà ripartire. Come si concluderà la Premier? Con estrema sincerità, l’argomento non mi interessa. Il calcio, di fronte alla vita e alla salute, va messo da parte".

Infine, per toccare solo di sfuggita l'argomento "calcio", Carlo Ancelotti rivela gli allenatori con cui ha più rapporto.

"Con Klopp ci scambiamo messaggi qualche volta, c’è stima reciproca. Poi c'è Mourinho: José è un personaggio di spessore, uno sincero. È così come lo vedi. Guardiola, con lui si scambiamo impressioni di calcio. Massimiliano Allegri, un uomo concreto e corretto. Tra noi c’è sintonia perché sappiamo quali siano le difficoltà del mestiere e la solitudine in cui ti trovi quando devi compiere scelte particolari, o vivi momenti difficili".

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