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L'Inter scopre il recordman Esposito

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L'Inter scopre il recordman Esposito. Goal

L'Inter scopre il recordman Esposito

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Come De Rossi e Cristiano Ronaldo, Esposito gioca in Champions prima che in campionato. Ottima prestazione contro il Dortmund: rigore procurato.

Ha l'etichetta di tanti suoi colleghi, del passato, del presente. Del futuro. Predestinato. Impossibile però non pensarlo quando si guard giocare Sebastiano Esposito, attaccante dell'Inter che ha fatto innamorare i tifosi nerazzurri nel pre-campionato. Zero presenze in Serie A, una in Champions League. Da protagonista.

Infortunato Alexis Sanchez e senza alternative per ruotare un po' la squadra, come noto l'Inter ha chiesto ad Esposito di non prendere parte al Mondiale Under 17, così da essere a disposizione di Conte fino a gennaio. Non è sceso in campo contro il Sassuolo, ma sì, contro il Borussia Dortmund. a 17 anni e 113 giorni.

Era dal 1981 e da una leggenda come Beppe Bergomi che l'Inter non vedeva un giocatore così giovane in Champions League o vecchia Coppa dei Campioni che analizzar si voglia: lo Zio a 17 anni e 72 giorni, Esposito un mese e mezzo dopo. Ma è già storia.

Tanto che Esposito non ha fatto la bella statuina da teenager impaurito, ma ha messo in difficoltà giocatori abituati da anni e anni a calcare il palcoscenico di Champions League, preocurandosi un rigore, poi sbagliato da Lautaro Martinez, accelerando, tenendo palla e ricevendo il boato di San Siro ad ogni tocco di palla.

I tifosi dell'Inter già chiedono a gran voce di blindarlo a vita, di renderlo la nuova bandiera. Social scatenati, tifosi in visibilio. Tutto normale. Ciò che capitò con Cutrone e Kean insomma, poi finiti in Premier dopo poco tempo. Segno che serve pazienza, valutare bene, accettare cadute e rinascite per giovani alle prime armi.

Giocando in Champions senza presenze in campionato, Esposito finisce nel gruppetto di leggende e meteore: nel primo gruppo De Rossi e Cristiano Ronaldo, nel secondo Caligara e Frara. Ma anche Cristante, che fin qui ha avuto una carriera ben sotto le aspettative ma comunque decisamente buona.

E poi c'è Zaniolo, che un anno fa fece parlare di sè nello stesso modo. Non è ancora grande e deve dimostrare tanto, meno di Esposito, più di Esposito. Ora però le copertine, alla pari di Lautaro Martinez e Candreva, sono ovviamente e meritatamente per lui.

 

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