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Il sindaco di Lione: "Non sono affatto favorevole all'arrivo dei tifosi italiani"

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Pin Il sindaco di Lione contro l'arrivo dei tifosi bianconeri. Goal
Il sindaco di Lione contro l'arrivo dei tifosi bianconeri. Goal

Il sindaco di Lione: "Non sono affatto favorevole all'arrivo dei tifosi italiani"

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Per il ministro della salute francese non c'è nessun problema, ma il comune in cui si trova lo stadio prova a bloccare l'arrivo dei fans bianconeri.

3000 tifosi della Juventus sono attesi a Lione per l'andata degli ottavi di Champions League. Nessuno stop dovuto al diffondersi del coronavirus nel nord-Italia: il ministro della salute francese ha dato l'ok all'arrivo, ma il sindaco della cittadina non è per nulla d'accordo con la decisione presa.

Laurence Fautra, primo cittadino di Decines, comune della metropoli di Lione in cui si trova il Groupama Stadium, ha chiesto spiegazioni al governo riguardo l'arrivo dei tifosi della Juventus in città. Dalla sua parte anche il vicino comune di Meyzieu e il numero uno Christophe Quiniou.

Insieme, per cercare di evitare l'arrivo dei fans bianconeri: "Come misura precauzionale, non sono affatto favorevole all'arrivo dei sostenitori italiani per evitare qualsiasi rischio di contagio e l'ho reso noto ai servizi statali".

E' stato così redatto un comunicato per invocare l'aiuto da parte dei piani alti del governo: "In nome del principio di cautela, ma anche della prevenzione di qualsiasi disturbo dell'ordine pubblico, è di concerto che chiediamo alle più alte autorità dello Stato francese di pronunciarsi contro l'arrivo dei sostenitori italiani. Per diversi giorni siamo stati in contatto con la prefettura regionale, ma anche con l'Agenzia Sanitaria Regionale per esprimere le nostre più ferme riserve quando arrivano circa 3000 sostenitori italiani".

Veran, ministro della salute francese, non ha però minimamente intenzione di bloccare i grandi eventi del paese: "Dovremmo fermare eventi collettivi? Dovremmo fermare la settimana della moda? Dovremmo fermare le partite, chiudere le università? La risposta è no. Nessun argomento scientifico e medico oggi ci porta a fermare gli eventi collettivi perché il virus non circola in Francia e perché i casi sono circoscritti in Italia".

In Italia i contagi hanno superato le 280 persone. I sette deceduti erano tutti anziani con gravi problemi di salute. Una persona invece guarita: nel mondo sono 27,909, a fronte di 2,707 morti, quasi tutti nella provincia dell'Hubei, con precedenti ed importanti deficit e oltre i 70 anni.

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