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Corvino rivela: "A Firenze ho imposto a Osvaldo di vendere la Ferrari..."

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Corvino, a 'Tuttosport', svela alcuni aneddoti della sua carriera

Corvino rivela: "A Firenze ho imposto a Osvaldo di vendere la Ferrari..."

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Corvino, a 'Tuttosport', svela alcuni aneddoti della sua carriera: "Dissi a Toni 'me la sto facendo sotto al pensiero di quanto ti ho pagato'".

Pantaleo Corvino, che attualmente non ricopre nessun nuovo ruolo nel mondo del calcio, si è raccontato ai microfoni di 'Tuttosport', Tante curiosità, molti aneddoti interessanti e anche un consiglio di calciomercato per questo mese di gennaio.

L'ex direttore sportivo della Fiorentina comincia dal racconto dell'acquisto di Luca Toni.

"Toni con noi ha vinto la Scarpa d’Oro. Io solo cinque volte ho potuto prendere calciatori con una quotazione superiore ai 10 milioni. Il top l’ho raggiunto con Simeone a 16 milioni. Con Toni era la prima volta che ne spendevo 10. Al debutto in campionato l’ho chiamato in disparte: Luca, mi raccomando, me la sto facendo sotto al pensiero di quanto ti ho pagato. Lui mi rispose: tranquillo, tranquillo. Risultato? Trentuno goal".

Sempre da dirigente della Fiorentina, dopo la cessione di Toni, Corvino puntò sull'acquisto di Pablo Daniel Ovaldo, che all'inizio fece discutere.

"Ne ho avute tante di soddisfazioni e faccio fatica a scegliere un momento. Diciamo quando ho venduto Toni al Bayern e ho preso Osvaldo tra lo scetticismo generale. Il passaggio, lo capisco, era forte e ho sofferto moltissimo per tutto quello che si diceva. Ho dovuto anche dire, anzi, imporre a Osvaldo di vendersi la Ferrari... Eravamo già criticati e lui che fa? Si presenta al campo d’allenamento in Ferrari, gira per la città in Ferrari. Lo convocai in sede per spiegargli che bastava già tutto quello che si diceva e non era il caso di passare anche per un esibizionista. Si convinse e riportò la Ferrari dove l’aveva presa. Non era arrivato per fare il titolare ma al debutto, a Livorno, fece due goal".

Corvino infine spiega anche in che modo Zlatan Ibrahimovic potrebbe essere ancora utile in Serie A. Non tutti i progetti, secondo lui, hanno bisogno di una figura importante come quella dello svedese.

"Solo se arriva in una squadra che per infortuni o altro, ha bisogno di un attaccante. Anzi, di un grandissimo attaccante come Ibra, un campione assoluto. Ma non sarebbe un’idea giusta prendere Ibra se nel frattempo hai investito e puntato su un giovane che finirebbe penalizzato".

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