noscript image
GooglePlay Logo AppStore Logo

"A 16 anni avevo due figli, dovevo farcela"

Besoccer by Besoccer 0 40

Pin L'attaccante dei Villains Wesley. Goal
L'attaccante dei Villains Wesley. Goal

"A 16 anni avevo due figli, dovevo farcela"

Besoccer by Besoccer 0 40

L’attaccante dell’Aston Villa, Wesley, racconta la sua scalata: “A 16 anni avevo due figli e bisogno di soldi, tutti i club mi dicevano ‘no’”.

Ha segnato quattro goal nelle prime otto partite di Premier League ed è considerato uno tra i più promettenti dei volti nuovi del massimo campionato inglese, la strada che l’ha portato ad essere un giocatore di primo livello è stata però estremamente dura.

Acquistato nel corso dell’estate dall’Aston Villa per oltre 20 milioni di euro, Wesley è uno di quei ragazzi che si sta riprendendo con gli interessi tutto ciò che sembrava destinato a perdere. L’attaccante brasiliano, parlando a Sky Sports, ha svelato i sacrifici che ha dovuto fare per arrivare ad essere un giocatore professionista.

Ho avuto il mio primo figlio a 14 anni. E’ stata dura per me, perché è stato in quel periodo che ho iniziato a provare a diventare un calciatore. Avevo bisogno di guadagnare soldi e a quell’età era difficile, lavoravo di giorno e mi allenavo di sera”.

A 16 anni un’ulteriore svolta nella sua vita.

E’ arrivato anche il secondo figlio e con due bambini da mantenere mi sono detto che avrei dovuto fare di tutto per diventare un calciatore professionista”.

La carriera di Wesley ha subito uno stop quando a 17 anni si è spostato in Spagna per un periodo di prova con l’Atletico Madrid.

“Mi servivano soldi per i bambini, sarei andato in qualsiasi squadra, ma tutti mi dicevano di no. Al sesto rifiuto ho pensato di lasciare il calcio, credevo che per me tutto fosse finito, poi ho avuto la mia chance in Slovacchia”.

Al Trencin Wesley ha dimostrato di essere un talento dalle ottime potenzialità, tanto che immediata è arrivata la chiamata del Bruges.

“Le prime settimane sono state dure, faceva freddo, ha nevicato per tre mesi di fila, non sentivo più i miei piedi. Oggi sono felice di essere in Premier League, il miglior campionato del mondo. Ogni giorno penso al mio passato, ai ‘no’ che ho ricevuto e sono contento di quello che faccio”.

A rendere ancora più complicato il cammino di Wesley la morte di suo padre quando aveva appena nove anni.

E’ stata dura, mia mamma era sola con me e i miei fratelli, ha lavorato tantissimo ed oggi faccio tutto per lei. Mi ha aiutato in ogni modo ad inseguire il mio sogno e la chiamo dopo ogni allenamento”.

Wesley, che in estate è stato accostato anche alla Lazio, ha una gamba tre centimetri più corta dell’altra, la cosa però non lo condiziona.

“Non so che dire, sono fatte così. Io non ho mai avuto dolori o cose del genere e adesso spero solo di continuare così”. 

Besoccer

Besoccer

notizie 17K RANK 1
reads 1M RANK 1
More news author

Follow BeSoccer on Facebook